La rinascita di una Mercedes sommersa nell’alluvione di Genova del 2014

Renato Losito

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Quando cuore,  passione e tecnica sono ai massimi livelli.   In seguito all’alluvione di Genova del 10/10/2014, la Mercedes Classe C 220 cdi Station Wagon protagonista di questa storia, rimane sommersa sino oltre metà parabrezza, riempiendosi di acqua e fango in ogni cavità del telaio e degli interni.  Vi raccontiamo un intervento di ripristino straordinario, grazie al quale l’auto è tornata in perfette condizioni, con intervista e commenti dei diretti interessati, da cui emerge dirompente la percezione che quest’ardua opera di recupero non è consistita soltanto in un vasto e laborioso dispiego di tecnica.

 

Una situazione desolante.  Nel buio della notte, il garage nel quale l’auto è custodita in pochi minuti si allaga. Un’acqua melmosa si è infiltrata dappertutto. Ogni componente è compromesso.  Queste le foto scattate da Gian Luca, il proprietario della vettura, la mattina seguente, poche ore dopo il deflusso:

 

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Il lancio della sfida.  Gian Luca si sente sconfortato e impotente guardando lo stato in cui si trova la sua auto: “All’inizio ero perplesso sul da fare, ovvero se tentare il recupero o meno; temevo più che altro numeri proibitivi che rendessero antieconomico il ripristino del mezzo, ma una volta presa la decisione non ho avuto dubbi: Mick era la persona adatta!  Ho quindi cercato di avere un preventivo ancorché orientativo per capire dove saremmo andati a parare.  Mick, con molta franchezza, pur garantendomi tecnicamente il risultato finale, non poté sbilanciarsi troppo, dovendo effettuare le verifiche step by step.”

Michele, o Mick, come lo chiamiamo noi, è installatore, diagnostico e dispone di una officina nei pressi di Como.  Animato  dalla sua grande passione per il marchio Mercedes e per le sfide, si assume senza indugio la scomoda incombenza di riportare allo splendore questa Stella.  “Innanzitutto un ringraziamento particolare al mio socio e grande supporter Lino”, sono le sue prime parole.

 

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Si inizia smontando tutto.  Chiedo a Mick di raccontarci le prime fasi dei suoi interventi: “Appena l’ho vista arrivare sopra il carro attrezzi, ho subito iniziato a studiare la situazione. E’ stato necessario smontare l’auto in ogni parte,  in modo da poter  lavare la tappezzeria, il telaio e ogni dettaglio, come ad esempio le canaline dell’impianto elettrico,  i condotti dell’aria, il climatizzatore e tanti altri componenti. Inoltre le centraline  elettroniche andavano aperte, pulite e asciugate.  Ma una delle mie prime preoccupazioni era anche il motore.”

 

Acqua nei cilindri.  “Ho iniziato subito togliendo gli iniettori, il coperchio della testata e la coppa dell’olio. Ne sono fuoriusciti circa 4 litri di acqua.  Ho provveduto quindi ad un lavaggio immediato, facendo girare il motore con il solo motorino di avviamento, collegato come nei film con i due fili spellati, ovviamente dopo aver inserito dello sbloccante e dell’olio dai fori degli iniettori, lasciando il propulsore aperto per eliminare la compressione.   Per ripulire ho utilizzando uno speciale additivo che separa l’acqua dall’olio senza farlo emulsionare, mentre gli iniettori sono stati avvolti da un grasso protettivo specifico.”

 

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Recupero dei sedili.  “Intanto abbiamo proceduto anche alla prima pulizia dei sedili per togliere il grosso del fango. Affinché si potessero asciugare velocemente ed efficacemente, sono  stati riposti nel forno.  Successivamente, nel corso dei lavori, li abbiamo sfoderati con cura, senza rovinare il rivestimento, quindi lavati approfonditamente con appositi prodotti antimuffa e riposti ancora nel forno ad asciugare.  Infine, solo quando il risultato era quello voluto, si è potuto rifoderarli.”

 

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Arriva la parte più difficoltosa: l’elettronica.   Eseguite le prime operazioni necessarie, Mick vuole iniziare al più presto ad addentrasi passo dopo passo in tutta l’elettronica di bordo, prima ancora di procedere ad una seconda fase di pulizia più approfondita dell’intera auto.  E’ qui infatti che si nascondono le insidie peggiori di questa sfida.  Mentre risponde alle mie domande,  traspare tutta la tensione di quei momenti: “La difficoltà maggiore è consistita nell’elettronica.  La preoccupazione principale era l’esorbitante costo delle centraline, il che rendeva difficile anche il solo provare, perché la diagnosi in questi casi non riesce ad individuare con esattezza il problema, il quale può essere sia a monte che a valle dell’anomalia rilevata.  Qui ci vuole  cervello e notti passate a studiare schemi elettrici, bus CAN, bus LIN,  ecc, ecc.  Solo quando arrivavo al punto di essere sicuro, allora ordinavo la centralina in questione.  La parte più brutta é stata comunicare al Cliente il lievitare dei costi a causa della quasi totalità delle centraline saltate.”

 

Determinati a superare qualsiasi ostacolo.  Chiedo anche a Gian Luca di raccontare quei momenti difficili: “Sì, abbiamo avuto alcuni imprevisti. Non entro in tecnicismi che non mi competono e di cui non sarei in grado di dare corrette spiegazioni, ma qualche momento di perplessità reciproco lo abbiamo avuto. Si pensava che alcune parti avremmo potuto recuperarle ma così non è stato, e considerati i costi di alcuni ricambi, la rabbia e l’indisponibilità economica a voler accrescere ulteriormente il budget hanno a volte creato momenti tensivi, stemperati però sempre dall’ottimismo di Mick che ha “tirato fuori dal cilindro” ogni volta soluzioni alternative più economiche ma altrettanto efficaci: l’abnegazione e la risolutezza a voler terminare con successo “l’operazione di salvataggio” è stata encomiabile e soprattutto vincente!”

Nonostante tutte le difficoltà, le incognite e gli imprevisti,  sia Mick che Gian Luca hanno riferito con decisione di non aver mai temuto di non riuscire ad arrivare al traguardo.

 

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La prima conquista: riparte il motore!  Dopo tanto impegno, arriva finalmente un netto segnale tangibile, conferma di un tenace lavoro che sta andando nella giusta direzione.  La partenza del motore sigilla una prima vittoria, importante e simbolica, di questa sfida.  Qui di seguito un breve video di quell’attimo gioioso e memorabile.

 

 

Acqua anche nel cambio e nel differenziale.  Il percorso per giungere al traguardo però è ancora lungo e purtroppo non mancano altre spiacevoli sorprese. Fra pezzi irrecuperabili e nuovi problemi, arriva la conferma che l’alluvione ha lasciato il segno anche nel cambio e nel differenziale. E’ Mick che ci racconta molti dettagli tecnici, di cui riporto solo quelli più significativi: “Il cambio a prima vista sembrava ok, ma in realtà ci siamo accorti più tardi che l’acqua era arrivata anche qui, attraverso gli sfiati.  Persino il differenziale era nelle stesse condizioni. Ho quindi smontato il cambio e la piastra per un lavaggio, ma l’emulsione non andava via, rendendo più complicata la pulizia rispetto al motore.  Abbiamo quindi dovuto effettuare il lavoro a mano.”

 

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Logica di assemblaggio Mercedes.  Non ha invece costituito alcun problema tutto il vasto lavoro di smontaggio e rimontaggio di migliaia di pezzi; solitamente in questi casi, al solo pensiero, verrebbe a molti l’incubo di ritrovarsi alla fine con uno scatolone di viti e bulloni che avanzano. Invece Mick ci dice che addirittura ha dovuto ordinare due rondelle e tre viti: “Tutto sempre fatto con naturalezza e a memoria; quando hai capito la logica di assemblaggio Mercedes, sai già dove va ogni vite ed ogni pezzo, non servono foto e  manuali.”

 

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1200Km di test.  Prima di completare il montaggio e la pulizia finale, Mick ha eseguito anche controlli approfonditi sulla vettura. Ci racconta:  “L’ho voluta provare in ogni condizione, climatica e di guida, percorrendo quasi 1200 km, dal traffico cittadino milanese fino alle traversate autostradali.  Inoltre ho lasciato la vettura fuori al gelo e l’ho messa nel forno carrozziere a 50 gradi. Dopo 500km ho fatto una verifica che non fossero rimaste tracce di acqua nel cambio.”

 

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“Felicità allo stato puro, come tornar per poche ore bambini!”  Queste le parole di Gian Luca riferendosi al momento fatidico di rimettersi alla guida della vettura. “Il giorno del ritiro, sabato 20 dicembre, è stato emozionante. Strabordavo di aspettative e come sempre in questi casi l’eccesso spesso crea sorprese: non è stato così! L’incontro con Mick è stato fraterno, come ci fossimo conosciuti da una vita. Sensazioni che avevamo già condiviso virtualmente in questi mesi di epistole elettroniche e che si sono confermati vis a vis. Una nuova vera amicizia! Vedere poi l’auto in quelle condizioni, da salone pre-ritiro…nuovo eh, mica usato, mi ha dato una vera botta di adrenalina che ha soffiato via in un nanosecondo tutte le preoccupazioni accumulate. Sensazioni difficili da raccontare, bisogna provarle, ma sensazioni meravigliose.”

Mick: “Ci sono stati tantissimi bei momenti, ogni piccola vittoria era una carica a mille, ma certamente il più bello di tutti è stato l’abbraccio con il Cliente al momento della consegna. Ma anche un po’ triste, perché dopo aver letteralmente vissuto dentro quell’auto per due mesi, la sentivo un po’ mia e un pezzo del mio cuore è andato via con lei.”

 

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“Meglio che prima dell’alluvione”.   Ad esplicita domanda, Mick ci risponde di ritenere l’auto in condizioni migliori che prima dell’alluvione; fra i vari interventi sono anche stati effettuati aggiornamenti e alcune piccole modifiche, come ad esempio l’attivazione della modalità manuale nel cambio e la grafica del contachilometri MY2014.  Anche Gian Luca non ha dubbi a riguardo, la sua risposta è secca: “L’auto è meglio di prima… e prima era praticamente nuova!”

 

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Un’avventura stimolante e coinvolgente.  Mick: “Sono fermamente convinto che un lavoro del genere possa essere fatto solamente quando oltre alla professionalità c’è anche la passione. Osservando la vettura  dalle foto iniziali, lo scoraggio avrebbe preso chiunque, me compreso, ma l’amore forte per il marchio e per le auto di per sé è stato più forte; la passione inoltre ha fatto sì che non tutto venisse conteggiato o formalizzato, sia come tempi che come dedizione. Le nottate passate a studiare schemi e a cercare pezzi ricondizionati in Germania, garantiti 24 mesi, i sabati e le domeniche a fare test e prove, li ho considerati tutti fuori orario, frutto solamente ed esclusivamente dalla passione, oltreché del rispetto nei confronti del Cliente per la sciagura avvenuta.”

Gian Luca: “Con Mick si è instaurato un rapporto vero, subito franco e realista, senza tanti giri di parole; ritengo che, quando capitano certe sciagure (in senso figurato s’intende) e si decide di agire, una volta scelta la via bisogna dare fiducia incondizionata, e con Mick così è stato. Non c’è stato giorno che non abbia ricevuto, a tutte le ore possibili, aggiornamenti sugli sviluppi, sugli eventuali problemi, sulle insidie sempre dietro l’angolo ma sempre con la certezza di avere la soluzione (non sempre indolore) migliore, comunicata con tatto, motivando le scelte, proponendo eventuali alternative: un lavoro sul cliente….no, sulla persona… nemmeno.”

 

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Da 16 anni in prima linea all’insegna di Mercedes-Benz.   Per Mick tutto inizia all’incirca nel 1998.  In quell’anno è già diplomato in elettrotecnica (oltre che geometra), con varie esperienze di elettronica alle spalle. Si sta cimentando, ormai non più solo per diletto, nella realizzazione di impianti car-audio. Il suo amore per Mercedes è già consolidato ed è proprietario di una Classe E serie W210, che in quell’anno vorrebbe aggiornare e migliorare, facendo sostituire l’APS30 con il Comand2.0 DX.  Ma in officina Mercedes gli viene risposto che è praticamente impossibile, sconsigliando di intraprendere una simile modifica.  Questo episodio costituisce la molla che fa scattare la voglia di tentare qualcosa di insolito. Contattati alcuni amici in Germania, inizia quindi a studiare e approfondire le proprie conoscenze nell’appassionante mondo Mercedes, riuscendo a concludere questa prima avventura con esito positivo. Nasce così MercedesMods.

L’interesse di Michele per tutto ciò che riguarda Mercedes intanto continua senza sosta e inevitabilmente la sua strada non può che incrociarsi con quella del Mercedes-Benz Club Italia.  Iscrittosi nel 2007, ovvero appena un anno dopo l’apertura del forum, viene subito notato dall’Amministratore e dal Presidente del Club per lo spirito generoso, unito ad una competenza tecnica fuori dal comune.  Divenuto moderatore, oltreché socio, si distingue ancora, sempre in prima linea nell’affrontare ogni problema della Community e dello Staff, arrivando presto alla attuale carica di Vice Amministratore.  “Ultimamente sono un po’ fuori per i troppi impegni” ci confida, ma siamo certi che l’amore per il Marchio, oltreché l’amicizia, lo terrà comunque indissolubilmente legato al Club.

 

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Un successo anche per il forum del Mercedes-Benz Club Italia.   Gian Luca poche ore dopo l’alluvione aveva scritto sul forum, per chiedere aiuto e soprattutto per ricevere un po’ di conforto:  tutto questo è prontamente arrivato. Ne è scaturito un lungo thread di quasi 500 messaggi, con oltre 15000 connessioni, in cui molti utenti e soci hanno seguito con emozione le fasi del lavoro.

Gian Luca: “ho trovato tanto conforto e vicinanza in questo nostro spazio virtuale; molto, molto di più che nella realtà di tutti i giorni!”

Mick: “Ogni step risolutivo ad un problema, anche i più banali, ci hanno dato forza ed entusiasmo, così come la vicinanza di molti forumer e mods che hanno seguito la vicenda: propulsione positiva necessaria per affrontare certe sfide.”

 

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Ci vedremo ai raduni!  Concludo l’intervista chiedendo a Gian Luca se dopo questa vicissitudine risoltasi positivamente, diventerà socio e parteciperà a qualche nostro raduno. La risposta è determinata: “Assolutamente sì, desidero diventare socio e verrò sicuramente a qualche raduno per conoscere molti di voi e passare qualche ora lieta con appassionati ed amici.”

 

Risvolti sorprendenti.  Un lavoro superlativo dunque, ma non solo: appare sempre più evidente come questa vicenda sia andata ben oltre l’aspetto strettamente professionale. Una risposta di Gian Luca che mi ha particolarmente colpito è stata alla domanda se questa disavventura gli avesse portato anche qualcosa di buono:  “A parte l’esborso economico, ha portato solo cose buone!”